Signore, chi ci separerà dal tuo amore?
La notte che pesa sulle spalle,
il vento che scava le pietre,
la voce che tace nel buio?
Abbiamo camminato sulle rive del tempo,
tra rovi e cenere,
cercando il tuo volto nell’ombra
di porte socchiuse e cieli lontani.
Ma tu eri lì, nel grido dell’onda,
nel pianto del vento fra i rami,
nel pane spezzato all’ora incerta
quando la speranza vacilla e trema.
Signore, chi ci separerà dal tuo amore?
Non il freddo delle notti senza luna,
né il gelo delle mani vuote,
né il pianto che scava i giorni.
Perché il tuo nome è scritto nella polvere,
nella luce che sorge sui tetti,
nel passo stanco del pellegrino
che ancora crede, ancora spera.
(Davide Romano)
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