Domani



Domani —
la luce scivolerà lenta sui tetti,
carezzando i muri come mani antiche.
Gli alberi piegheranno le loro braccia
sospirando foglie d’oro
sul cuore della città.

 

Domani —
qualcuno riderà tra le strade deserte,
e le ombre, stanche, si ritireranno
come vecchi amici che tornano a casa.

 

E io camminerò,
con passi leggeri,
accarezzando la pietra,
ascoltando il vento che parla di perdono,
di attese mai vane,
di mani che si cercano
sotto il cielo che ancora ci ama.

 

Domani —
forse anche il dolore imparerà
a piegarsi davanti a un sorriso,
e il mondo, fragile e stanco,
troverà un poco di pace
tra le tue dita e le mie.

 

(Davide R.)

 


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